17 giugno 2015

O

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A

è   è   è   è   è   è

sono   sei   è

IO TU E.GLI

ALTRI

18 giugno 2015

3

MA MA MA

O

LA MIA

ricordo che da bambino mi divertivo a far paura

ricordo che da bambino a volte avevo paura

ricordo che da bambino faceva paura

ricordo la paura di bambino

e da bambino tremavo

E tramavo

- Papà, perché sei grande?

- Perché tu sei piccolo.

- Papà, perché sono piccolo?

- Perché tutto il resto è grande.

E continuarono, uno in piedi, l’altro in ginocchio.

- Papà, allora solo io sono piccolo?

- No. Anch’io.

- Allora siamo in due.

- …di più.

- Di più, quanto.

- Di più. Tutti e tutto.

- Allora nulla è grande.

- Solo la cosa più grande.

- …e tutto il resto è piccolo?

- Solo la cosa più piccola.

- Allora c’è solo un piccolo e un grande.

- No. C’è solo un più piccolo e un più grande.

NE

20 giugno 2015

QUESTONEQUELLO

ALTRO DA DIRE

21 giugno 2015

Era la terza volta (nel giro di quattro minuti) che gli chiedevano cortesemente di cambiare posto. Un colpetto sulla spalla e un sussurrato miscusi per far slittare la destra e trascinarsi dietro la sinistra. Un altro passo. Un altro punto di vista.

Lo aveva notato subito (e subito lo incuriosì) oltre quelle tante teste, inquadrato e protetto da uno spesso vetro forato. Un grigioazzurro immobile. Quasi immobile sul suo fondo verdino e dieci appendici battenti con una testa da semaforo che raramente alzava.

AVANTIUNALTRO

... e l'altro era Lui con le gambe stanche, stanco di aspettare. Ora era il suo turno e, stancamente, si accostò spingendosi lievemente verso il buco del vetro.

 

BUONGIORNO

Testagialla in silenzio diventò verde permettendogli di entrare nel suo raggio d'azione. Allungò il braccio e infilò la mano nella fessura tra vetro e banco, tastò e frugò nell'acciaio concavo e, non trovando nulla, finalmente alzò gli occhi e guardò, prima sul suo orizzonte e poi, in alto, verso gli occhi lucidi di Lui.

 

DICAMIDICA

Lui ricambiò lo sguardo ed entrambi si videro nella loro momentanea fissità da gipsoteca.

I pensieri volarono veloci nell'intensificarsi degli sguardi e tutto, in un attimo, diventò silenzio... per un attimo.

VORREI PAGARE

Testaverde, tendente a un rosso isterico, fece sobbalzare la mano muovendo freneticamente quattro delle cinque dita.

DIAMIDIA

E Lui, non comprendendo la richiesta di testaormairossa e manoagitata replicò, rinforzando il suo tono di voce. 

VORREI PAGARE PER LE MIE COLPE

Tutto, intorno a Lui, si immobilizzò di nuovo in un silenzio cadaverico fino a che testarossa si alzò e, puntando le braccia sul bancone, gli si pose a pochi centimetri dal naso, tra loro il vetro. E nel vetro i riflessi dei loro volti si fusero con i volti stessi in una consegueza sconcertante di coincidenze visive, occhio su occhio e dente su dente, per poi dissolversi in un alone, appannato di respiro, che lentamente lasciò scivolare alcune piccole lacrime ad appannaggio.

SONO NUVOLA NOTTURNA CHE LASCIA ANDARE IL SUO DOLORE

22 giugno 2015

24 giugno 2015

PER ORE

PER ERRORE

ERORE

O

ERRORRE

TERRORE

per un cuore che batte troppo forte

animamina

BOMBABUMBUM

STRAGENOCIDIOMIO

25 giugno 2015

STRAGENOCIDIOMIO

26 giugno 2015

non aver paura amore mio, oggi è un bel giorno per non pensare

ESAGERA

CON QUEL CHE RESTA

CON QUALCHE TESTA

CON CHE TESTA

CONTESTA

CON TE

STO

Mario                        MA FAI UNA SCELTA:

MELA

OPERA

NERA

28 giugno 2015

30 giugno 2015

INDOLORE

COLORE

ROSSO

fra

GOLA

Tutto iniziò quella notte, tra un oggi, già ieri, e un domani che è appena oggi. Quella notte si tinse di ROSSA fiamma, tutto e solo in quella notte, Lui, solo, in quella notte. Novembre, forse. Rientrò tardi e stanco ma rientrò per evitare, COME al solito, l’ennesimo ed increscioso allagamento della stanza.  Fuori pioveva.  Dentro gocciolava. E Il pavimento vibrava come  MARE solleticato dal vento. E Lui  sguazzava, passo su passo, in quello splascicamento sonoro morbido e rilassante, procedendo solo AL ritmo lento del gocciolio delle sette bacinelle colme di blu.  Con uno sforzo di reni sollevò la prima delle sette e si diresse, goffo, TRA il divano e il telavisore spento oscillando sui vari plic che echeggiavano nell'aria e, elargendo spruzzi ad ogni tocco di mobilia, MONTO' sullo scanno ormai fermo da tre giorni sotto la finestra esposta ad est.              continuaSTANZAPERSTANZA

2 luglio 2015

installazione di carlodemeo alla fondazione VOLUME!

ESTETICA O ETICA DELL'EST?

ESTINTO O COLORATO DI EST?

3 luglio 2015

5 luglio 2015

7 luglio 2015

20 luglio 2015

è una bella estate per osare o

O'CHI?

OCCHI!

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NDICANOL'INDACO

e il ceruleo cielo è la conseguenza di una rossa aurora

continua dall'altra stanza... La prima si svuotò in una alta cascata marmoresca, che aggiunse acqua all'acqua, e così le altre cinque fino alla settima che sembrava la più pesante di tutte. E Lui, stanco, con la settima in mano, barcollando di più, si trascinò per l'ennesima volta verso lo scanno, salì, poggiò la bacinella sul davanzale e con un ultimo sforzo rovesciò il contenuto oltre la finestra. L'ultima cascata era andata. Dritto sullo scanno, Lui guardò finalmente fuori nel buio illuminato della notte. Guardò tra le saettanti gocce e tra gli infiniti luccichii perdendosi, forse, prima di rivoltarsi verso l'interno richiamato dal ritmo incessante dei molteplici PLIC PLICPLIC PLIC PLIC PLIC PLICPLIC PLICPLICPLIC PLIC PLIC PLICPLIC PLIC PLICPLICPLIC PLIC PLICPLIC. Ciò che vide lo demoralizzò facendogli crollare le braccia e mollare la bacinella vuota. La prima bacinella, svuotata per prima, era già piena e la seconda era lì-lì per straboccare mentre la terza la seguiva a ruota e, così, fino alla settima, l'unica ancora in uno stato di precario ma rassicurante vuoto.  Lui non si perse d'animo e ricominciò a prendere, stanza per stanza, la prima e poi la seconda, la terza, la quarta, la quinta, la sesta e la settima, nuovamente colma, per svuotarle, nella stessa sequenza, giù, giù, giù per la finestra. E continuò. Continuò in una sequenza circolare che rendeva la settima preambolo della prima rinnovando una linearità settimina. -Ancora un giro e smetterà di piovere- si augurava ad ogni gettata ma il cielo piangeva e piangeva e piangeva anche Lui da tutto il corpo rorido fino a che... SPLASH SPLASH SPLASH SPLASH SPLASH SPLASH SPLASH.

Bacinellat... Secchiate d'acqua sui muri, sui mobili, sulle porte e, con uno sforzo verticalissimo, sul soffitto. Tutto intorno a lui incominciò a gocciolare fittamente in una sinfonica ouverture da suite. E continuò anche dopo i primissimi chiarori del giorno mentre il cielo si asciugava delle sue ultime stille. Internamente tutto plicchettava incessantemente. Lui plicchettava teso e rosso di rabbia come il sole, che in un attimo, saetto i suoi raggi centrando in pieno la finestra ancora aperta. La stanza si illuminò di aurora e si illuminò ancor di più nel riverbero psicadelico di infiniti riflessi. Lui, perso tra luccichii e in uno stato di sublime imbambolamento, rimase immobile mentre tutto intorno a lui (ma anche Lui) fiammeggiava di rosso.